Il cuore non s’addestra

30 maggio 2019

Genova, dopo il drammatico G8 del 2001, è stata nuovamente teatro di episodi di violenza.

Questa volta a danno di un cronista del quotidiano Repubblica, Stefano Origone, che ha pagato il suo diritto e dovere di documentare la manifestazione antifascista con un conto molto salato: quattro fratture a dita e costole e una commozione cerebrale dovuta alle manganellate ricevute e ai calci serrati degli gli anfibi.

I venti secondi di terrore vissuti dal giornalista avrebbero potuto avere un epilogo persino peggiore, se non fosse stato riconosciuto da un funzionario di polizia che gli ha salvato la vita facendogli scudo col proprio corpo.

Se avesse indossato un caschetto e il nuovo decreto sicurezza bis fosse già in vigore, avrebbe rischiato fino a tre anni di carcere.

Il primo decreto di sicurezza ha già equiparato i blocchi stradali al sequestro di persona e i movimenti per la casa alla stregua di associazioni a delinquere, e il passo successivo è quello di punire chi fa resistenza passiva alla violenza delle cariche, magari fasciandosi con del cartone attorno alle braccia o indossando un caschetto, per evitare quelle stesse conseguenze che invece sono toccate ad Origone.

L’avvocato Riccardo Bucci, intervistato da Left, spiega che nonostante il decreto non sia ancora stato discusso, l’inasprimento del codice penale sia “lesivo dei diritti previsti dalla Costituzione perché va a violare i diritti alla salute, a manifestare e all’autodifesa”.

L’aggravio delle pene riguarderà anche coloro che partecipano ad un corteo non autorizzato, mentre fino ad oggi erano punibile solamente gli organizzatori.

Secondo Bucci si tratta di “una stretta repressiva pericolosa, ma forse nemmeno al Viminale sono tutti disposti a seguire Salvini su questo terreno”.

Patrizio Gonnella dell’Associazione Antigone, che da oltre vent’anni si occupa di carcere e tortura e rispetto dei diritti umani, ravvisa addirittura delle somiglianze inquietanti con il periodo più buio della nostra Repubblica: “andando addirittura a irrigidire il Testo unico di polizia del 1931 di epoca fascista, quelle norme costituiscono una forma di criminalizzazione del dissenso che non è giustificabile con la necessità di garantire manifestazioni politiche”.

Senza contare come punire l’organizzatore di una riunione, seppure non autorizzata, per i danni operati da altri, contraddice in pieno il principio costituzionale in cui si prevede che la responsabilità penale sia sempre personale.

Il decreto sicurezza bis sbarcherà presto al Consiglio dei ministri, che dovrà approvarlo, emanarlo e sottoporlo al Presidente della Repubblica Mattarella per la controfirma.

In sessanta giorni sarà convertito in legge dal Parlamento.

Intanto, il primo giugno, migliaia di pensionati scenderanno in piazza per protestare contro il taglio della rivalutazione annuale previsto dall’ultima legge di bilancio per le pensioni tre volte superiori al minimo.

Una norma che riguarda cinque milioni e mezzo di italiani e una cifra superiore ai cento milioni di euro.

Anche i dati sulla famosa “quota cento”, che nelle intenzioni dei suoi ideatori avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta, sono poco convincenti e hanno spinto persino l’ex direttore di Bankitalia Salvatore Rossi a mostrare il suo dissenso.

A urne delle europee chiuse arriveranno i primi pareri della Commissioni Europea sulle misure finanziare da adottare nel 2019, e il rischio di una procedura d’infrazione per disavanzo eccessivo è più concreta che mai.

La manovra d’autunno dovrà pensare a come evitare l’esborso dei 23 miliardi di aumento dell’Iva, e secondo le prime stime si prospetta all’orizzonte una legge di stabilità di almeno 50 miliardi di euro. I soli dati sicuri di tutta la vicenda, al netto delle dichiarazioni elettorali.

Left sarà in edicola dal 31 maggio al 6 giugno con il titolo “Il cuore non s’addestra” e una copertina disegnata dall’illustratore Fabio Magnasciutti. 

Condividi sui social